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    July 06

    Daddy - Korn

    Molte volte mi è capitato di reagire emotivamente ascoltando brani che in qualche modo erano in grado di trasmettermi particolari tipi di sensazione. Rabbia, odio, dolore, tristezza, gioia ecc...
    Un paio d'anni fa ho ascoltato "Daddy" dei Korn e per la prima volta ascoltando una canzone ho provato paura.
    I Korn rivestono un ruolo fondamentale nella scena della musica contemporanea. Secondo molti critici infatti, con il loro omonimo album d'esordio nel 1994, sono stati i primi ad aver lanciato il genere Nu Metal. Il disco è caratterizzato da composizioni di breve durata, suoni ruvidi ed essenziali, sonorità arrabbiate e qualche influenza Hip Hop.
    Quella che mi appresto ad esaminare è l'ultima traccia. E' una canzone per certi versi autobiografica scritta proprio dal cantante della band Jonathan Davis. La storia di questa canzone riguarda il trauma che Davis subì in giovanissima età: egli fu vittima di abusi sessuali da parte di un vicino di casa.
    Una tematica così delicata ha impedito alla band di eseguire questo brano dal vivo. Ci fu solo un tentativo ma dopo pochi minuti l'esecuzione venne interrotta a causa di un mancamento del cantante che era evidentemente troppo coinvolto emotivamente.
    Nulla da dire sul coraggio di Jonathan Davis a trattare un argomento così personale. Inizialmente dato il titolo della canzone si pensava che fosse stato proprio il padre del cantante ad abusare di lui. Infastidito da queste voci il leader del gruppo rilasciò una dichiarazione in un intervita:

    "Alcuni pensano che "Daddy" fu scritta perché mio padre mi avesse violentato, e non è questo ciò di cui la canzone tratta. Quando ero un ragazzo, un'altra persona, un vicino di casa, fece abuso di me ed io andai dai miei genitori e gli dissi ciò che mi era successo, loro pensarono che io stessi scherzando e che stessi solo mentendo. Non hanno mai fatto nulla, non hanno mai pensato che questo potesse essere davvero successo al loro figlio... Non mi piace parlare di questa canzone. Oggi ve ne ho parlato molto di più di quanto io non abbia mai fatto..."

    L'arrangiamento del brano è essenziale: un giro di basso costante, chitarre poco protagoniste che si lasciano andare a pochissime note di contorno e una batteria che si limita a tenere il tempo per accompagnare la voce che riveste il ruolo più importante all'interno della canzone.
    Si comincia con un canto molto tranquillo ed equilibrato con il quale Jonathan Davis si rivolge direttamente alla madre, scusandosi in anticipo per la rivelazione che sta per farle: Mother, please forgive me. I just had to get out all my pain and suffering. Now that I am done, remember I will always love you; I'm your son (Mamma per favore perdonami. Dovevo solo scaricare tutta la mia pena e sofferenza. Ora che sono cresciuto, ricordati che ti amerò sempre; sono tuo figlio).
    Dopo quest'introdzione il testo della canzone si sviluppa nella sua interezza con il cantante che, come se colto da attacchi di schizzofrenia e di panico, si lascia andare a rabbiose accuse nei confronti del suo stupratore. Verso l'ultimo ritornello ci si rende conto che il tono della voce comincia a tremare come rotto da un pianto che poi esplode nell'ultimo verso. Da qui in poi la canzone dovrebbe essere finita, ma la registrazione continua con le urla di Jonathan Davis diperate e dominate da un pianto isterico. Come se non bastasse una voce femminile subentra nel finale cantando un'inquietantissima ninna nanna che rende più che mai disturbante la composizione.
    Che dire? La prima volta che l'ho sentita ho provato un brivido dietro la schiena e una serie di sensazioni di rabbia e tristezza sono sfociate in un qualcosa di diverso, che non avevo mai provato prima messo di fronte ad una canzone. Probabilmente è stato il disgusto per un azione così deumanizzante. Il disprezzo per la mancanza di fiducia di due genitori nei confronti di un figlio. L'incapacità di saper leggere un dolore così grande che può dominare un bambino vittima di tali abusi...
    Posto di seguito un video preso da youtube che espone il testo in lingua originale e tradotto in italiano accompagnati dalla canzone.

    Artista: Korn
    Titolo: Daddy
    Titolo Tradotto: Paparino

      

    Comments (2)

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    Grazie Simò io non c'ho dormito la prima volta che l'ho sentita...
    Oct. 3
    cazzo Mattè, la tua recensione rende perfettamente l'idea della canzone, fa veramente rabbrividire.. m'è venuta l'ansia ascoltandola, in particolare quando inizia a piangere e poi quella doppia personalità e le parole ripetitive rendono l'idea di quanto possa esere stata dolorosa l'esperienza per Davis.
    Sept. 29

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