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    July 02

    Vermillion, Vermillion Pt. 2 - Slipknot

    Nella musica si parla spesso di amore e di odio, certo è che a sentir nominare gli Slipknot non mi viene in mente la classica boy band da caznoni strappa lacrime per sedicenni "mucciniane". Rabbia, odio, dolore, frustrazione e tante altre sensazioni di questo tipo hanno fatto emergere il gruppo originario dell'IOWA, portandolo a rappresentare il gruppo metal arrabbiato per eccellenza. Quando esordirono 10 anni fa con l'omonimo album le orecchie di critici e probabilmente molte menti di psichiatri del calibro di Hannibal Lecter vennero letteralmente stuprate. I 9 componenti del gruppo sfogano la loro passione in questo modo, concentrandosi sulla velocità, sulla potenza ma anche sull'immagine. Una caratteristica fondamentale del loro stile è sempre stata il voler incentrare le tematiche delle loro canzoni sulla deumanizzazione. Basti pensare al lato estetico del gruppo, suonano indossando maschere certo non molto simpatiche e tutone da operai con tanto di codice a barre dietro la schiena. Ogni membro viene rappresentato da un numero che va dallo zero all'otto. Fino all'uscita del secondo disco nessuno conosceva i veri nomi dei musicisti.
    Nel 2004 esce "Vol. 3: The Subliminal Verses", il loro terzo disco. A differenza dei primi due in questo lavoro cominciarono a spiccare alcuni elementi melodici. Molto spesso gruppi di questo tipo vengono criticati quando si ammorbidiscono, è un po la solita critica di commercializzazione. In questo caso personalmente non sono di questo avviso. Ascoltando le due caznoni che mi appresto a recensire viene naturale intraprendere un particolare percorso logico: cosa succede se una persona con una mente carica di odio e rabbia viene messa di fronte ad una condizione in cui possono prevalere dei sentimenti positivi? Fondamentalmente ho sempre pensato che amore e odio fossero due modi molto simili di esprimere due sensazioni diamtralmente opposte. Mi è sempre piaciuto paragonare questi sentimenti a due vettori che si muovono su una stessa direzione ma con versi opposti. Io non sono uno psichiatra nè un antropologo, ma per esperienze personali sono arrivato alla conclusione che la differenza fondamentale tra questi due sentimenti sta nella difficoltà di vivere esperienze che legano l'uomo all'uno o all'altro. In poche parole una persona che prova odio non può condividere tale passione con nessuno, mentre l'amore si basa essenzialmente proprio sulla condivisione del sentimento stesso.
    Credo che sia proprio questo il percorso che ha portato gli slipknot a comporre due canzoni del calibro di "Vermillion" e "Vermillion P. 2".
    Il tema comune ai due brani è il non raggiungimento di qualcuno o qualcosa. Il primo pezzo apre con 4 note campionate in una successione abbastanza inquietante, a seguire le chitarre distorte e le percussioni tengono un tempo non molto veloce, del tutto atipico per la formazione americana. Il canto di Corey Taylor nelle strofe è caratterizzato da una voce spenta che sospira frustrazione e inquietudine. Viene subito descritto il soggetto principale della canzone, si parla di una donna ideale: "She seems dressed in all the rings...of past fatalities. So fragile, yet so devious" (Lei sembra vestita in tutti i cerchi di luce... di fatalità passate. Così fragile, ancora così poco visibile). Il tono cambia e nel bridge il cantante lancia il grido che andrà a rappresentare la sensazione centrale di tutte due e caznoni: "She's the only one that makes me sad" (Lei è l'unica che mi fa sentire triste). L'urlo viene tenuto per parecchi secondi fino a lasciare il cantante senza fiato. Si ritorna alla strofa e da questo momento in poi si comprende a pieno che la protagonista riesce a portare il suo amante ad odiare se stesso. Si puo amare così tanto qualcuno o qualcosa fino al punto di odiare se stessi? Ci si sente deboli, dipendenti e incoerenti. Il problema è che la rabbia e la collera per il non raggingimento del proprio obbiettivo non riescono a superare la potenza del sentimento positivo da cui si viene controllati e quindi si vive in un limbo, in una zona morta, in una situazione in cui l'unica cosa che si vuole paradossalmente è continuare a soffrire: "I won't let this build up inside of me" (Io non lascerò questo luogo sicuro costruito dentro di me).
    Se Vermillion parla di costipazione, indecisione e tormento allora Vermillion Pt. 2 tratta delle dirette conseguenze di queste sensazioni. Il brano è molto più morbido, una ballata acustica lenta e melodica. Le 4 note che introducono il pezzo sono simili a quelle della prima parte ma è sorprendente come al contrario di prima ora possano trasmettere tranquillità anzichè agitazione. Il primo verso segna la differenza fondamentale con la prima parte: "She seemed dressed in all of me. Stretched across my shame" (Lei sembra vestita di me. Stesa attraverso la mia vergogna). Se prima si aveva un immagine poco chiara della donna, adesso appare nitida e molto più chiara. Non perchè è stata raggiunta ma perchè c'è la consapevolezza di non poter ottenere quello che si vuole da lei. Le emozioni e le sensazioni di cui l'uomo si è privato ora vanno a descrivere la sua forma. E' come se lei avesse preso una nuova identità vestendosi delle emozioni e dei sentimenti della parsona che la ama. Lui, ormai arrivato alla consapevolezza di non poterla mai raggiungere, cerca una certezza nell'unica promessa che riesce a fare a se stesso, ovvero di reprimere i suoi sentimenti, di soffocarli dentro di sè per non farsi dominare dalla tristezza: "But I won't let this build up inside of me. I catch in my throat. Choke. Torn into pieces. I won't, no. I don't wanna be this" (Ma non lascierò che questo si costruisca dentro di me. Lo ricaccio in gola. Lo soffoco. Lo faccio a pezzi. Non lo farò, no. Non voglio essere questo). Gli ultimi versi sono comuni a tutte e due le canzoni: "She isn't real. I can't make her real" (Lei non è vera. Non posso renderla reale).

    Quando ho ascoltato per a prima volta queste due canzoni sono rimasto molto stupito. Da parte degli Slipknot non me lo sarei aspettato. Sono riusciti ad esprimere qualcosa di totalmente diverso rispetto ai loro canoni pur rimanendo loro stessi. Quando eseguono "Vermillion" dal vivo i componenti del gruppo cambiano le loro maschere per indossare le "Death Masks" che raffigurano i loro volti privi di espressione, quasi cadaverici". Questo gesto sta proprio a simboleggiare un diverso stato d'animo ma con lo stesso metodo di sempre. Parlare di amore è bello e parlare di odio può essere anche gratificante, ma parlare di amore attraverso l'odio è tutt'altra cosa...

    Artista: Slipknot
    Titolo: Vermillion
    Titolo Tradotto: Vermiglio


          

    Lei sembra vestita in tutti i cerchi di luce... di fatalità passate
    Così fragile,ancora così poco visibile - lei continua a vedere
    Calde mani che schiacciano le sue tempie e il mio petto
    Arriva la notte nella quale lei resterà a casa - per sempre
    Oh...
    Lei è l’unica che mi fa sentire triste
    Lei è tutto e più, solenne ed ipnotica
    La mia dahlia, bagnata di possessioni - lei è la mia casa
    Divento nervoso, perverso; quando la vedo, è peggio
    Ma lo stress è sbalorditivo
    Adesso o mai più, lei è arrivata a casa - per sempre
    Oh…
    Lei è l’unica che mi fa sentire triste
    Difficile dire come cattura la mia attenzione
    Ossessionante e pazza - attrazione afide (= insetto, parassita della frutta)
    Incide il mio nome sulla mia faccia - per riconoscermi
    Un tale ferormone venerato per terrorizzarmi
    Io non lascerò questo luogo sicuro costruito dentro di me…
    Sono uno schiavo e sono un padrone
    Non ho nessun controllo e sono uno sfrenato collezionista
    Io esisto attraverso il bisogno - di obbligare
    Lei è qualcosa dentro di me - che io disprezzo
    Io non lascerò questo luogo sicuro costruito dentro di me…
    Lei non è vera - io non posso farla diventare reale

    Artista: Slipknot
    Titolo: Vermillion Pt. 2
    Titolo Tradotto: Vermiglio Pt. 2

         

    Lei sembra vestita di me
    stesa attraverso la mia vergogna
    tutto il tormento e il dolore
    penetrano e mi ricoprono
    farei qualsiasi cosa per averla per me
    solo per averla per me
    ora non so cosa fare
    non so cosa fare
    quando mi rende triste
    Lei è tutto per me
    il sogno non corrisposto
    una canzone che nessuno canta
    l'irraggiungibile
    lei è un mito a cui devo credere
    tutto quello di cui ho bisogno per renderlo vero è un'altro motivo
    non so cosa fare
    quando mi rende triste
    ma non lascierò che questo si costruisca dentro di me
    lo ricaccio in gola
    soffoco
    fatto a pezzi
    non lo farò, no, non voglio esserlo
    ma non lascierò che questo si costruisca dentro di me
    lei non è vera
    non posso farla vera







    Comments (2)

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    Con questo gruppo mi ci ritrovo un casino...
    Oct. 3
    non scherzo potresti fare veramente il critico.. belle le 2 canzoni, la prima molto inquietante emana sensazioni di frustrazione e smarrimento.. la seconda è più tranquilla vero, ma mi ha inquietato ancora di più; si nota la consapevolezza d'aver capito cio che si vuole o non vuole fare ma la musica mi trasmette anche la sensazione di incapacità di uscirne...
    Sept. 29

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